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domenica 22 maggio 2011

Il telescopio Einstein ci svelerà le onde (gravitazionali)

L'opera di grandi dimensioni (10 chilometri per lato) è un progetto dell'Infn: sarà situata nel sottosuolo e permetterà di ascoltare l'universo in maniera diversa da quanto fatto finora

Sarà dedicato ad Elbert Einstein il telescopio che permetterà di analizzare le onde gravitazionali, il cui studio di fattibilità è stato presentato a Cascina (Pisa) al sito di Virgo, gestito dal consorzio italo-francese European Gravitational Observatory (Ego).

Il progetto "Einstein Telescope" (così si chiamerà il macchinario), dal costo poco inferiore a un miliardo di euro, rappresenta un'operazione paragonabile a quella del superacceleratore Lhc del Cern di Ginevra.  Un'evoluzione, ha spiegato Michele Puntuto dell'Infn, coordinatore scientifico del progetto, "cruciale per ascoltare l'universo in maniera differente rispetto a quanto fatto finora e investigare anche oltre quella piccola frazione di materia che vediamo con i telescopi corrispondente a circa il 4%".

Il telescopio Et sarà realizzato nel sottosuolo di una zona a bassa attività sismica, a una profondità di circa 100 metri e avrà la forma di un triangolo equilatero di cui ciascun lato misurerà 10 chilometri. Una sorta di mega-osservatorio per capire gli effetti delle cosiddette catastrofi stellari, come per esempio le supernovae. Per la realizzazione sono stati individuati vari siti. Tra questi: una miniera ungherese che si trova a 100 chilometri da Budapest; in Spagna, in una località nei Pirenei; in Italia, a Lula (Nuoro) in Sardegna. Il piano presentato stamani a Cascina prevede 7 anni di sviluppo tecnologico relativi a laser, ottiche e meccanica necessaria per captare le onde. Nel 2018 dovrebbero cominciare i lavori di realizzazione dell'osservatorio che dovrà essere operativo nel 2025.

L'operazione è sostenuta dalla Comunità Europea, coinvolge Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Olanda. Complessivamente, aderiscono al progetto 220 ricercatori provenienti anche da Ungheria, Polonia, Spagna, Grecia, Stati Uniti e Giappone.

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Dunque sei tu il PlayStation Phone?

PlayStation Phone. Da quanto se ne sente parlare? L'idea di un punto di contatto tra smartphone e videogiochi degni di essere chiamati tali ha origine ancora prima che Apple riuscisse nello stesso intento spiazzando un po' tutti con l'enorme successo di iPhone.
Eppure la joint venture di fine 2001 tra Sony, leader del mercato dell'intrattenimento videoludico, ed Ericsson, tra i brand più importanti nel settore della telefonia mobile, aveva sulla carta un vantaggio non solo cronologico ma anche del know-how necessario per mettere in pratica tale progetto. Le cose però, per un motivo o per l'altro, non si sono mai davvero concretizzate fino all'inizio del 2011, periodo in cui l'Xperia Play ha visto finalmente la luce. E che questo sia davvero la realizzazione di quel famoso ideale di cui parlavamo in apertura, ci sono ben pochi dubbi. Ecco come il terminale viene presentato sul sito ufficiale di Sony Ericsson: "Allora, questo è il PlayStation™ phone?" Una volta era fantasia. Adesso è realtà. Il primo smartphone Android certificato PlayStation ti offre una grafica incredibile, un audio superbo e comandi di gioco reali. Però questo telefono, in realtà, non si chiama "PlayStation™ phone": noi lo chiamiamo Xperia™ PLAY. Non resta quindi che verificare se sia valsa la pena tutta questa attesa. 
Malgrado la componente ludica sia quella che più ci interessa discutere sulle pagine di Multiplayer.it, è necessario offrire un quadro di insieme per un prodotto che non riduce certamente la sua offerta soltanto a tale aspetto. L'Xperia Play è anzitutto uno smartphone basato su Android nella versione 2.3.2 Gingerbread, quella attualmente più matura ed evoluta del sistema operativo di Google; non ci addentreremo certamente in questa sede nell'analisi approfondita delle caratteristiche nè tantomeno nel confronto con iOS, ma resta chiaro che il successo che Android sta raccogliendo in tutto il Mondo non è certamente casuale.
Si tratta di un terminale in grado di garantire versatilità sia grazie alla componente multimediale, con doppia fotocamera (VGA frontale e 5 mpx posteriore con flash led) e lettore multimediale; ma è ovviamente nell'Android Market che si spalancano le possibilità a disposizione, con oltre 150.000 applicazioni per ogni occasione o necessità. Sotto al cofano c'è invece un processore ARM da 1Ghz supportato da 512Mb di RAM, GPS integrato e schermo da 4 pollici touch screen; niente di eccessivamente potente quindi, ma piuttosto una dotazione standard degli smartphone moderni di fascia media. La particolarità dell'Xperia Play è nascosta dallo slider, che al posto di una banale tastiera QWERTY estesa cela invece i comandi fisici in stile PlayStation: croce direzionale, tasti frontali con triangolo, X, cerchio e quadrato, Start, Select ed L e R dorsali. In più sono presenti anche due zone touch destinate a replicare le levette analogiche, pur con una precisione giocoforza decisamente inferiore. Il risultato finale richiama in maniera piuttosto evidente l'estetica della non certo fortunatissima PSP Go, con dimensioni e peso (175 grammi) che si sentono soprattutto se si è abituati a tenere il cellulare nella tasca dei pantaloni. La qualità costruttiva è più che valida, nonostante alcune plastiche come quella sul posteriore appaiano un po' leggere e sottili. L'ergonomia dei controlli è discreta, anche se la breve corsa dei tasti molto affogati nella scocca e il "grip" non ottimale del device impugnato in configurazione gaming lascia qualche piccola perplessità sul versante design.

Concentrandoci quindi sulle capacità di Xperia Play nel momento in cui viene chiamata in causa la sua attitudine a giocare, è necessario premettere che ovviamente le caratteristiche peculiari del terminale Sony Ericsson trovano applicazione anche all'interno dei "normali" giochi per Android che possono beneficiare della maggiore precisione dei tasti fisici; ecco quindi che preinstallati sullo smartphone si possono trovare Asphalt 6, The Sims 3, Star Battalion, Bruce Lee e Fifa 10; titoli di qualità altalenante, con il peggio rappresentato sicuramente dal pessimo Fifa nella sua versione mobile "brutta" precedente al cambio di rotta qualitativo dell'edizione 11. In ogni caso a caval donato non si guarda in bocca e l'Android Market è sufficientemente ricco di giochi da scaricare, con alcuni di essi anche ottimizzati per l'esperienza su Xperia Play. Peccato che l'acquisto di questi ultimi passi attraverso un canale separato, in alcuni casi (come per i giochi Gameloft ed EA) passando attraverso il browser che indirizza allo store dell'azienda. Non il massimo della comodità e dell'integrazione insomma. Ma il punto reale di distinzione del terminale nippo svedese, e fondamentalmente ciò che gli vale il soprannome di PlayStation Phone, è la possibilità di scaricare (sempre tramite Android Market) dei titoli PlayStation One in maniera simile anche in questo caso a Psp.
Il catalogo nel momento in cui scriviamo è però piuttosto desolante, con soltanto 6 giochi a disposizione: Crash Bandicoot (preinstallato), Cool Boarders 2 (100-500), Jumping Flash (50-100), Destruction Derby (500-1000), MediEvil (meno di 50) e Syphon Filter (meno di 50), tutti al prezzo di 4,57 €. Cosa sono i numeri dentro le parentesi? Molto semplice. Si tratta del numero di vendite realizzate da ognuno dei titoli al giorno in cui stiamo scrivendo (17 maggio 2011), come indicato nelle stesse schede dei prodotti sul negozio online. Cifre ridotte, in alcuni casi irrisorie, che simboleggiano le difficoltà incontrate da Xperia Play nel convincere i consumatori in queste prime settimane dall'uscita. Malgrado Sony Ericsson abbia mostrato sicurezza, promettendo un irrobustimento del catalogo oltre ad interessanti annunci al prossimo E3, è evidente che il terminale non offra allo stato attuale delle cose un reale stimolo anche per coloro che trovassero nel giocare su uno smartphone a titoli di circa 15 anni fa un reale motivo di interesse. L'offerta, oltre che ridotta nei numeri, risulta inconsistente anche a livello qualitativo; non stiamo parlando certamente dei migliori titoli che PsOne abbia accolto nella sua florida carriera, e anzi sono quasi tutti apparsi nei primi anni di vita della console quando ancora le potenzialità del 3D e del poligono erano da esplorare. Gameplay antiquati e superati, frame rate ridotti e aliasing, telecamere ballerine, senza parlare del fatto che lo schermo wide dell'Xperia Play viene ridotto da bande nere laterali per supportare l'aspetto a 4:3 degli originali. Sia chiaro, ci sono splendidi giochi PsOne che hanno sostenuto il peso del tempo in maniera fiera e valida, ma finchè questi non verranno aggiunti al catalogo è francamente difficile non trovare molti, molti modi migliori per spendere i 4,57 euro, se non anche meno, con prodotti più interessanti e moderni. Ma il difetto maggiore dell'Xperia Play, al di là di tutte queste riflessioni, sta nel prezzo di vendita: 599 euro, una cifra fuori scala se confrontata con qualsiasi altro terminale Android anche con caratteristiche tecniche superiori. Va detto che le qualità nei controlli e la disponibilità di emulatori su Android stanno dando al prodotto una certa popolarità proprio sotto questa chiave di lettura, ma si tratta comunque di una nicchia di mercato costituita da pochi appassionati che difficilmente smuoveranno le vendite in maniera consistente. Lasciamo volentieri al prodotto Sony Ericsson il beneficio del dubbio, confidando in un ribasso del prezzo e in un E3 che possa dare la auspicabile scossa in grado di aumentarne l'appeal; allo stato attuale delle cose però, l'Xperia Play non è sicuramente il PlayStation Phone che ci aspettavamo.

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domenica 24 aprile 2011

Giappone, addio all'inventore dei cd rom

L'ex presidente e amministratore delegato della Sony, Norio Ohga, è morto ieri all'età di 81 anni. Grande appassionato di musica, è considerato il "padre" del compact disc, sviluppato dal colosso giapponese dell'elettronica nel 1982. Fu lui a volere la Sony al centro dell'industria dell'intrattenimento. Nel 1968 contribuì alla creazione di CBS/Sony Records, ora conosciuta come Sony Music Entertainment Inc. Fu sempre lui a sovrintendere all'acquistato della Columbia Pictures, nel 1989, e a sviluppare il settore dei videogame e della PlayStation.

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martedì 15 marzo 2011

Il terremoto in Giappone è colpa dell'uomo. Le prove - Affaritaliani.it

Il terremoto che ha colpito il Giappone di magnitudo 8,9 ha provocato un enorme tzunami con ondealte oltre 10 metri e la preoccupante esplosione del reattore N°1 della centrale nucleare di Fukushima. Il sisma è stato uno dei più devastanti negli intimi 150 anni (il più tremendo si verificò nel maggio del 1960 in Cile quando la terra tremò ad un magnitudo 9.3) e ha provocato uno spostamento dell'asse terrestre pari a 10 cm, portando all'aumento della rotazione della terra di un microsecondo (un milionesimo di secondo). Ma cosa sta succedendo al nostro pianeta? Siamo sicuri che sia tutto solo un fattore naturale e che l'uomo non centri nulla?

Tra le mille ipotesi fatte c'è chi sostiene che la causa del terremoto sia di natura umana. E che sia stato proprio l'uomo a causare il sisma. Come? Attraverso i test nucleari.
LE PROVE- Dagli anni 50 Stati Uniti, Russia, Cina e India hanno iniziato ad effettuare test nucleari e forti terremoti, superiori al magnitudo 7.0 della scala Richter, sono succeduti alcuni giorni dopo questi test, sarà solo casualità?
Sappiamo benissimo che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche che sfregano le une sulle altre provocano naturalmente vulcani e terremoti ma rimane il dubbio sul perché, tutti i terremoti avvenuti dopo esperimenti nucleari, siano sempre stati a un magnitudo pari o superiore allo 6.0 della scala Richter.

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martedì 11 gennaio 2011

Skebby - SMS gratis senza registrazione


Skebby è l'applicazione mobile per l'invio di sms gratis via Internet dal cellulare. È come Skype ma per gli SMS. Funziona su tutti i telefonini senza cambiare operatore. Richiede Internet Mobile ed è possibile attivarlo gratuitamente senza registrazione

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venerdì 7 gennaio 2011

'Spider-Man' actor leaves rehab after fall

New York (CNN) -- A Broadway actor who fell more than 20 feet during an aerial stunt in the musical "Spider-Man: Turn Off the Dark," has been released from a rehabilitation center in New York, a show spokesman said. Christopher Tierney, 31, was released from New York University's Rusk Institute of Rehabilitation Medicine on Wednesday morning, according to spokesperson Sam Corbett.
Tierney was moved into the

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giovedì 6 gennaio 2011

McDonald's

A workplace spat at a McDonald’s in central Sweden spilled over onto the internet last week, prompting an angry reaction from union representatives after the details of a worker’s sacking were detailed on Facebook.
The chain of events started with a blog post published by a disgruntled employee at a McDonald’s restaurant in Örebro.

The entry didn’t sit well with the woman’s supervisor Andreas Kenson,

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